Ogni giorno il trasporto aereo muove oltre 140.000 tonnellate di merce in tutto il mondo e spesso questa merce viaggia a bordo di un ULD (Unit Load Device): dispositivi progettati per adattarsi alla fusoliera e agganciarsi al sistema di carico dell’aeromobile, così da rendere le operazioni di terra più rapide e il volo più sicuro.
Senza gli ULD il cargo aereo moderno non esisterebbe, per questo conoscerli è utile non solo agli addetti ai lavori, ma anche a chi spedisce. In questa guida a cura di Savino Del Bene vediamo cos’è l’ULD, come funziona, quali sono le tipologie ULD più diffuse, come si leggono i codici ULD e come scegliere quello giusto.
Unit Load Device: significato, cosa sono e a cosa servono
L’acronimo ULD sta per “Unit Load Device”, in italiano dispositivo di carico unitario o unità di carico aerea. Secondo la definizione IATA, è un dispositivo che serve a raggruppare e trattenere merci, posta e bagagli per il trasporto aereo: può essere un container aereo oppure un pallet aereo combinato con una rete di fissaggio.
Alla base c’è il concetto di unità di carico, comune a tutta la logistica: più colli riuniti in un’unica entità da movimentare, stoccare e trasportare come un solo elemento, come il pallet su gomma o il container marittimo. Questa unitizzazione del carico riduce le manipolazioni, velocizza le operazioni e limita i rischi di danno o smarrimento.
Nel trasporto aereo, però, l’ULD aereo ha una particolarità: si aggancia al Cargo Loading System (CLS) dell’aeromobile, il sistema di rulli, guide e fermi (lock) che lo blocca a pavimento, e durante il volo diventa di fatto parte della struttura dell’aereo. Per questo è un componente aeronautico a tutti gli effetti, soggetto ai requisiti di aeronavigabilità di autorità come FAA ed EASA e agli standard operativi delle IATA ULD Regulations (ULDR).
Le funzioni principali di un ULD sono quattro:
- Velocità operativa: la merce viene consolidata in magazzino prima del volo, riducendo i tempi di carico e scarico sottobordo e facilitando i trasbordi tra voli;
- Protezione: container e pallet riducono il rischio di danni, furti e perdite;
- Ottimizzazione dello spazio: il profilo sagomato sfrutta al massimo il volume della stiva;
- Sicurezza del volo: impedisce alla merce di spostarsi durante decollo, atterraggio e turbolenze, preservando il bilanciamento dell’aeromobile.
Come funzionano gli ULD: build-up, caricamento e sicurezza
Il funzionamento degli ULD segue un processo preciso, che inizia molto prima dell’imbarco e coinvolge diversi attori: vettore aereo, handler aeroportuale, spedizioniere e, in alcuni casi, lo stesso mittente.
Scelta dell’ULD. Tutto parte dalla selezione dell’unità corretta, in base al tipo di aeromobile, alla posizione di carico (main deck o lower deck) e alle caratteristiche della merce. Un ULD perfetto per un wide-body passeggeri può non essere compatibile con un freighter o con un aereo a corridoio singolo.
Verifica dell’ULD vuoto. Prima dell’allestimento, l’unità viene sottoposta a un controllo di idoneità (serviceability check). Si verificano struttura, pannelli, binari, porte e reti sulla base dei limiti di danno ammessi indicati nell’ODLN (Operational Damage Limits Notice). Un ULD danneggiato non può volare.
Build-up. È la fase di composizione del carico sull’ULD. Avviene in magazzino, ed è considerata a tutti gli effetti una fase di pre-carico dell’aeromobile. Le regole di base prevedono i colli più pesanti in basso e quelli più leggeri in alto, colli incastrati tra loro per evitare spostamenti, peso distribuito in modo uniforme e rispetto rigoroso della sagoma (contour) prevista per la posizione a bordo. Quando l’ULD viene allestito dallo spedizioniere anziché dall’handler del vettore, si parla di BUP (Built-Up Pallet/Unit).
Fissaggio del carico. Sui pallet la merce viene trattenuta con reti certificate e, dove serve, con cinghie aggiuntive. I container vengono chiusi con porte o tende. A seconda della merce si aggiungono film protettivo, angolari, teli isolanti o sigilli di sicurezza.
Controlli finali. L’ULD viene pesato, misurato ed etichettato. Si verifica che non superi il peso lordo massimo consentito (MGW, Maximum Gross Weight) e che il profilo rientri nella sagoma. I dati confluiscono nella documentazione del volo e nel piano di carico.
Trasferimento airside e caricamento. L’ULD viene portato sottobordo su carrelli (dolly) trainati da trattori aeroportuali, quindi sollevato con loader dedicati e fatto scorrere all’interno dell’aereo sui rulli del Cargo Loading System fino alla posizione assegnata, dove viene bloccato dai lock. La posizione di ogni unità è definita dal load controller in base ai calcoli di peso e bilanciamento (weight & balance).
Breakdown a destinazione. All’arrivo l’ULD viene scaricato dall’aeromobile e il processo può seguire due strade. Nel primo caso l’unità viene trasferita nel magazzino aeroportuale dell’handler, dove la merce viene separata (breakdown), controllata e resa disponibile per lo sdoganamento e la consegna. Nel secondo, il più frequente quando si tratta di BUP, lo spedizioniere ritira l’ULD intero ed effettua il breakdown nel proprio magazzino, mantenendo il controllo diretto della merce fino alla consegna. In entrambi i casi l’unità vuota viene ispezionata e restituita alla compagnia aerea, per essere rimessa in circolo. Poiché gli ULD passano spesso di mano tra soggetti diversi, ogni trasferimento viene registrato con l’ULD Control Receipt (UCR), che traccia responsabilità e stato dell’unità.
Tipologie ULD: quali sono e principali caratteristiche
Le tipologie ULD si dividono in tre grandi famiglie: pallet aerei, reti o sistemi di fissaggio e container aerei sagomati, a cui si aggiungono gli ULD speciali.
Pallet aerei (ULD pallet). Sono piattaforme in lega di alluminio con binari perimetrali per l’aggancio delle reti e rappresentano gli ULD più utilizzati nelle spedizioni gestite dagli spedizionieri. Più flessibili dei container, accolgono colli irregolari, pesanti o ingombranti, fino all’altezza consentita dalla posizione di carico, sia in lower deck sia in main deck. I modelli più comuni sono il PMC (base di circa 244 × 318 cm), il PAG (circa 224 × 318 cm) e il più stretto PLA (circa 153 × 318 cm). Per carichi lunghi, pesanti o fuori misura, come macchinari, componenti industriali o veicoli, sul main deck dei freighter si utilizzano formati più grandi: il PRA, noto come pallet da 16 piedi (circa 244 × 498 cm), e il PGA, o pallet da 20 piedi (circa 244 × 606 cm). Entrambi possono superare le 11 tonnellate di peso lordo massimo e accogliere colli fuori sagoma che non troverebbero spazio sui pallet standard.
Reti e sistemi di fissaggio. Senza rete un pallet non è un ULD completo: è la rete certificata a trattenere il carico e a trasferirne le forze all’aeromobile.
Container aerei (ULD container). Sono unità chiuse, sagomate sulla curvatura della fusoliera, impiegate soprattutto per colli di piccole dimensioni, e-commerce, posta e bagagli. Il più diffuso è l’AKE (o LD3), con base di circa 153 × 156 cm e 1.588 kg di peso lordo massimo, utilizzato nelle stive inferiori della maggior parte dei wide-body; l’AKH ne è la versione ad altezza ridotta per la famiglia A320.
ULD speciali. Comprendono container a temperatura controllata per farmaci e deperibili, container resistenti al fuoco, stalle per cavalli e unità per capi appesi (GOH – Garment on Hanger).

Codici ULD: come si leggono e perché sono importanti
Ogni ULD è identificato da un codice univoco stabilito da IATA, composto da 9 o 10 caratteri e riportato in modo ben visibile sull’unità. Prendiamo come esempio il codice AKE 12345 AZ:
- Le prime tre lettere (AKE) formano il type code, che descrive la tipologia dell’unità;
- Le quattro o cinque cifre centrali (12345) sono il numero di serie, che distingue quell’unità da tutte le altre dello stesso tipo;
- Gli ultimi due caratteri (AZ) indicano il proprietario, di norma il codice IATA della compagnia aerea.
Il type code è la parte più ricca di informazioni e si legge lettera per lettera. La prima lettera indica la categoria: A per container certificato, P per pallet certificato, R per container termico certificato, Q per container resistente al fuoco, H per stalla per cavalli, N per rete certificata. La seconda lettera indica le dimensioni della base: K corrisponde a circa 153 × 156 cm, M a 244 × 318 cm, A a 224 × 318 cm. La terza lettera indica il profilo del container o, nel caso di pallet e reti, la compatibilità con il sistema di ritenuta. Leggere un PMC, quindi, significa sapere subito di trovarsi davanti a un pallet certificato con base 244 × 318 cm.
I codici ULD hanno un’utilità molto concreta per tutti gli attori della filiera:
- Compatibilità: il codice indica immediatamente su quali aeromobili e in quali posizioni l’unità può essere caricata;
- Tracciabilità: ogni ULD è associato ai documenti di spedizione e ai sistemi di tracking, e segue l’unità in ogni passaggio di mano;
- Sicurezza: la categoria indica se l’unità è certificata e per quale uso, evitando impieghi impropri;
- Pianificazione: conoscere dimensioni e capacità di un’unità permette di stimare volumi, prenotare lo spazio corretto e confrontare le opzioni con il vettore.
Da cosa dipende la scelta dell’ULD nelle spedizioni aeree
La scelta dell’ULD non spetta solo al mittente: dipende soprattutto dall’aeromobile che opera sulla rotta e dalle decisioni dello spedizioniere, che pianifica la spedizione insieme al vettore. Conoscere i fattori in gioco, però, aiuta chi spedisce a fornire fin da subito le informazioni corrette.
Il primo vincolo è l’aeromobile disponibile sulla rotta: aerei a corridoio singolo, wide-body passeggeri e freighter accettano unità e altezze di carico diverse, e alcuni pallet, come quelli da 20 piedi, possono volare solo sul main deck di un freighter.
Segue la natura della merce: i colli di valore trovano la collocazione ideale in un’unità chiusa, farmaci e deperibili richiedono soluzioni a temperatura controllata, le merci pericolose devono rispettare le regole di segregazione della normativa IATA DGR.
Peso e densità vanno confrontati con il peso lordo massimo dell’unità e con i limiti di carico per superficie, mentre volume e sagoma orientano la scelta tra container e pallet e tra lower e main deck. Fragilità e sovrapponibilità, infine, incidono sullo spazio effettivamente sfruttabile e quindi sul costo della spedizione.
Contano anche i volumi complessivi, che orientano lo spedizioniere tra il consolidamento della merce con altre spedizioni e l’allestimento di un ULD dedicato, con possibili vantaggi su tempi di accettazione e tariffe.
ULD e spedizioni aeree internazionali: il ruolo del partner logistico
Nelle spedizioni aeree internazionali la gestione degli ULD è parte integrante della progettazione del trasporto, insieme a tempi di consegna, rotte, vettori e disponibilità di spazio. Un partner logistico esperto valuta l’opzione più adatta tra consolidato, unità dedicata o charter, allestisce il carico secondo gli standard IATA e dialoga con i vettori per garantire spazio e compatibilità.
Savino Del Bene segue ogni fase con un approccio su misura. Nelle Container Freight Station del gruppo sono presenti aree attrezzate per l’allestimento dei pallet aerei, dove vengono svolte pesatura, misurazione, etichettatura, piombatura e controlli di sicurezza tramite X-Ray secondo procedure certificate. A questo si aggiungono rapporti consolidati con i principali vettori internazionali, servizi di groupage e charter e soluzioni dedicate per deperibili, carichi fuori sagoma, merci pericolose e prodotti farmaceutici.
Conclusione
Per chi spedisce, conoscere gli ULD non è solo una curiosità tecnica. Sapere come viaggia la propria merce permette di preparare imballi e dimensioni in modo più consapevole, dialogare meglio con lo spedizioniere e prendere decisioni che incidono concretamente su sicurezza, costi e tempi di consegna.
Se vuoi progettare le tue spedizioni con il supporto di professionisti del cargo aereo, puoi affidarti ai servizi di spedizione via aerea di Savino Del Bene. Contatta il tuo rappresentante locale per una consulenza dedicata.




